Zona K e Piccolo Teatro Milano – Paesaggi condivisi

Itinerario a piedi tra sette micro-drammaturgie da circa 40 min l’una
Durata totale: 7 ore | In italiano
Punto di partenza e arrivo: Stazione Ferroviaria Garbagnate Parco delle Groane

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Se il paesaggio fosse un teatro? Se l’arte non imitasse la natura, ma ci permettesse di viverla collettivamente? Cosa è in gioco nel nostro rapporto con la “natura” e le sue rappresentazioni, nel momento in cui clima e risorse ci hanno portato alla consapevolezza della nostra fragilità e interdipendenza?

Paesaggi condivisi invita a lasciare il teatro e trascorrere una giornata all’interno del Parco delle Groane: camminando ed esplorando campi e foreste, gli spettatori scopriranno sette proposte artistiche, sette variazioni sul tema paesaggio. Stefan Kaegi, del collettivo Rimini Protokoll, e Caroline Barneaud, curatrice, hanno chiamato 10 artisti europei a condividere le loro visioni sul nostro rapporto con il territorio. Interventi performativi e coreografici, creazioni sonore e multimediali, affondi filosofici offrono un’esperienza collettiva e partecipata.

Con pièce di: Chiara Bersani e Marco D’Agostin (Italia), El Conde de Torrefiel (Spagna), Sofia Dias e Vítor Roriz (Portogallo) / Antonio Tagliarini (Italia), Begüm Erciyas e Daniel Kötter (Turchia, Belgio, Germania), Stefan Kaegi (Germania, Svizzera) / Riccardo Tabilio (Italia), Ari Benjamin Meyers (Stati Uniti, Germania), Émilie Rousset (Francia).


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SABATO 8 e DOMENICA 9 + SABATO 15 e DOMENICA 16 GIUGNO, ORE 14:00

PARCO DELLE GROANE

 

ZONA K e Piccolo Teatro di Milano

presentano

CAROLINE BARNEAUD, STEFAN KAEGI (CH/DE)

PAESAGGI CONDIVISI

Sette pièce tra campi e foreste

 

Con pièce di:

Chiara Bersani e Marco D’Agostin (Italia)

El Conde de Torrefiel (Spagna)

Sofia Dias e Vítor Roriz (Portogallo) / Antonio Tagliarini (Italia)

Begüm Erciyas e Daniel Kötter (Turchia, Belgio, Germania)

Stefan Kaegi (Germania, Svizzera) / Riccardo Tabilio (Italia)

Ari Benjamin Meyers (Stati Uniti, Germania)

Émilie Rousset (Francia)

 

Interpretate da artisti e partecipanti locali:

 

nella pièce di Ari Benjamin Meyers

Alessandro Luppi (direttore musicale), Michael Costanza (tromba), Iris Soledad Galibariggi (sassofono), Pierfausto Dall’Era (tuba), Simone Capitaneo (trombone), Gabriela Clelia Cuna (flauto), Maria Andreana Pinna (sassofono tenore).

 

nella pièce di Stefan Kaegi / Riccardo Tabilio

Costanza Alessandri, Luca Frezzini, Camilla Giraudi, Rania Khazour, Pamela Turchiarulo (voci), Roberto Cirillo (registrazione live).

 

nella pièce di Chiara Bersani e Marco D’Agostin

Marco Bricchi (performer), Luca Bricchi (assistente performer), Lemmo (musica), Luca Ciffo (registrazione voce ed editing).

  

nella pièce di Emilie Rousset

Davide Albrici (agricoltore), Giulia Heatfield Di Renzi e Ruggero Franceschini (performer).

 

nella pièce di Sofia Dias e Vítor Roriz / Antonio Tagliarini

Milena Costanzo e Luca Stetur (voce), Luca Ciffo (registrazione ed editing)

 

Itinerario tra sette micro-drammaturgie da circa 40 min l’una

in italiano

 

Se il paesaggio fosse un teatro? Se l’arte non imitasse la natura, ma ci permettesse di viverla collettivamente? Cosa è in gioco nel nostro rapporto con la “natura” e le sue rappresentazioni, nel momento in cui clima e risorse ci hanno portato alla consapevolezza della nostra fragilità e interdipendenza?

 

Un invito a lasciare il teatro e trascorrere una giornata nella natura: camminando ed esplorando campi e foreste, gli spettatori scopriranno sette proposte artistiche, sette variazioni sul tema paesaggio. Stefan Kaegi, del collettivo Rimini Protokoll, e Caroline Barneaud, curatrice artistica, hanno invitato dieci artisti internazionali a condividere le loro visioni sul nostro rapporto con il territorio. Interventi performativi e coreografici, creazioni sonore e multimediali, e pezzi filosofici offrono un’esperienza collettiva e partecipata. Un viaggio teatrale che, inventando nuovi percorsi tra gli elementi, invita ad immergersi nel paesaggio, perdersi e ritrovarsi. Gli artisti compongono paesaggi senza cornice, risvegliano i sensi, prendono la misura dello spazio e del tempo, mappano il sensibile e l’invisibile del qui ed ora. Si interrogano sul rapporto tra uomo e ambiente e cercano, attraverso un fugace momento collettivo, di coniugare natura e cultura in modo inatteso e fondersi nella polifonia della vita.

 

Paesaggi condivisi è parte del progetto europeo Performing Landscape, che vede coinvolti partner provenienti da: Germania, Austria, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Slovenia, Svizzera.

Artisti, organizzazioni culturali ed esperti sviluppano una riflessione sulle nozioni di arte, paesaggio e territorio. Disegnando una mappa visibile e invisibile dei luoghi europei coinvolti, svelano gli spazi che condividono attraverso la lente delle arti e delle scienze. Un modo diverso di guardare e reinventare insieme l’Europa.

 

Paesaggi condivisi ha debuttato il 14 maggio 2023 a Chalet-à-Gobet con il Théâtre Vidy-Lausanne, e viene attualmente adattato e rappresentato nei diversi territori coinvolti: Avignone, Berlino, Milano, Lubiana, St. Pölten, la regione di Girona e la regione di Lisbona.

 

Per questa tappa italiana Paesaggi condivisi attraverserà una parte del Parco delle Groane e della Brughiera Birantea. Il parco è un’area regionale protetta che si estende per 7.700 ettari all’interno della grande metropoli nord milanese fino alla provincia di Como.  Tra case, palazzi e industrie sopravvivono, protetti, gli ultimi boschi di grandi querce e pini silvestri, vaste lande di brughiera, vecchie rovine di fornaci e antiche ville patrizie. Paesaggi condivisi si svolge nella sua zona più a sud, a cavallo tra i comuni di Garbagnate e Bollate. È un territorio che risponde perfettamente alle richieste  della curatela del progetto: un’area verde di importanti dimensioni e morfologicamente varia, ai margini della città metropolitana e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Ed è un territorio che ha risposto con attenzione, entusiasmo e competenza alla proposta, grazie anche alla preziosa mediazione dell’Ente Parco e alla collaborazione di numerose persone e realtà locali che stanno dando un fondamentale contributo alla buona riuscita del progetto.

 

Ideazione e cura Caroline Barneaud e Stefan Kaegi (Rimini Protokoll)

Assistenza artistica Giulia Rumasuglia, Magali Tosato

Direzione tecnica Guillaume Zemor

 

Produzione e coordinamento Isabelle Campiche, Aline Fuchs (Théâtre Vidy-Lausanne)

Con il supporto dei team produzione, tecnica, comunicazione e amministrazione del Théâtre Vidy-Lausanne Coordinamento di Performing Landscape Chloé Ferro, Monica Ferrari, Lara Fischer (Rimini Protokoll)

Produzione locale ZONA K e Piccolo Teatro di Milano

Direzione tecnica Luca De Marinis

Coordinamento tecnico Francesco Pace

Tecnico video Giovanni Bonalumi

Tecnici audio Cristiano Camerotti, Emanuele Martina, Jacopo De Doná, Pietro Forconi

Macchinisti Davide Memeo, Martino Colaianna

Coordinamento scientifico Emanuele Regi e Francesca Serrazanetti

Traduzioni Antonio Tagliarini, Valentina Kastlunger, Ruggero Franceschini

 

Produzione Rimini Apparat (Germania) e Théâtre Vidy-Lausanne (Svizzera)

Coproduzione Performing landscape, consorzio europeo: Bunker et Mladi Levi Festival (Slovenia), Culturgest (Portogallo), Festival d’Avignon (Francia), Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur (Austria), Temporada Alta (Spagna), ZONA K e Piccolo Teatro di Milano (Italia), Berliner Festspiele (Germania).

 

Stefan Kaegi (Germania) / Riccardo Tabilio (Italia)

Regista svizzero del collettivo tedesco Rimini Protokoll, crea solitamente progetti inusuali per lo spazio urbano. In Paesaggi condivisi invita i partecipanti a sdraiarsi sotto gli alberi, con il viso rivolto verso le chiome: una conversazione registrata da ascoltare in cuffia li guiderà in un’esperienza sonora immersiva che inverte le prospettive.

Nella versione italiana Stefan Kaegi ha collaborato con Riccardo Tabilio.

 

Chiara Bersani e Marco D’Agostin (Italia)

Coreografi e danzatori italiani, una con disabilità e l’altro no, esplorano insieme la nozione di “corpo politico” da più di dieci anni. Per Paesaggi condivisi offrono al pubblico un picnic inconsueto, nel quale il paesaggio è tanto condiviso quanto inaccessibile.

 

Sofia Dias e Vítor Roriz (Portogallo) /Antonio Tagliarini (Italia)

Dal 2006 il duo di artisti e coreografi portoghesi ha sviluppato un linguaggio coreografico che combina movimento, linguaggio e suono. Per Paesaggi condivisi il duo ha creato una composizione sonora che guida e coordina due gruppi di spettatori attraverso la foresta, in una specie di pas de deux che mette in discussione i legami tra uomo e natura. Testi, canzoni e paesaggi sonori danno forma a una nuova geometria dello spazio da condividere con gli altri partecipanti.

Nella versione italiana il duo portoghese ha collaborato con Antonio Tagliarini.

 

Begüm Erciyas e Daniel Kötter (Turchia, Belgio, Germania)

Begüm Erciyas, artista turco-belga, e Daniel Kötter, regista tedesco, creano mondi intimi, ibridi e sfaccettati con l’aiuto di diversi media e tecnologie. In Paesaggi condivisi propongono ai partecipanti di indossare visori VR per immergersi in un paesaggio svuotato di ogni presenza umana e lasciato alla mercé dello sfruttamento economico. Gli spettatori diventano invisibili gli uni agli altri e fanno un’esperienza intima e collettiva al contempo.

 

Ari Benjamin Meyers (Stati Uniti, Germania)

Compositore e artista americano che vive a Berlino, nel suo lavoro esplora la natura performativa e socio-politica della musica insieme a musicisti di ogni estrazione e provenienza. Per Paesaggi condivisi ha accolto la sfida di comporre per il territorio. Le sue composizioni musicali, interpretate da artisti locali, accompagnano l’intero cammino disegnando vibranti cartografie sonore dello spazio.

 

El Conde de Torrefiel (Spagna)

Il collettivo spagnolo composto da Tanya Beyeler e Pablo Gisbert mette solitamente in scena spettacoli in cui dialogano testi e “tableaux vivants”, ponendo la lettura al centro del dispositivo. Per Paesaggi condivisi il duo propone ai partecipanti un paesaggio “sottotitolato”: su uno schermo led immerso nell’ambiente naturale scorre un testo che gli spettatori sono invitati a leggere collettivamente – insieme al paesaggio circostante – per analizzare, decostruire e reinterpretare le nostre rappresentazioni della natura.

 

Émilie Rousset (Francia)

Regista francese, indaga e raccoglie archivi e materiale documentario che elabora nelle sue opere teatrali, nelle sue installazioni e nei suoi film. Per Paesaggi condivisi ha raccolto le parole di esperti – un avvocato ambientalista, un agricoltore, un tecnico bio-acustico - che saranno portate al pubblico da alcuni performer e una macchina agricola, invitandolo ad esplorare i legami tra scienza, tecnologia, economia e paesaggio.

 

Il lavoro su progetti teatrali site specific è diventato negli anni una cifra di Zona K, un modo diverso di osservare la realtà, di confrontarsi con territori e comunità, di scoprire le sorprendenti e talvolta imprevedibili connessioni tra un’idea artistica e la sua messa in scena in “luoghi altri”. Nella semplice e anglofona definizione site specific si racchiude e si dispiega al tempo stesso un processo affascinante di ricerca, avvicinamento, comprensione, interazione con mondi diversi, spesso lontani dai linguaggi cui siamo abituati. Il lavoro, tutt’ora in fieri, per Paesaggi condivisi è forse tra i più complessi in questo senso. Il Parco delle Groane è nell’immaginario milanese, “un parco dietro l’angolo”, quasi senza soluzione di continuità con Milano. Eppure, entrarci, camminare, lavorare insieme alle persone che lo abitano, curano, frequentano, stare per ore dentro il paesaggio, è scoprire un mondo nuovo, un composito sistema di relazioni e attività dove la natura vive la sua legittima centralità. Una natura che detta regole e tempi nel necessario equilibrio con l’intervento dell’uomo. Una natura che si può ben definire “rigogliosa” dopo queste intense settimane di pioggia, ma vicina e costantemente intrecciata al tessuto urbano e produttivo che la circonda, situazione tipica di quest’area della nostra regione. Attraverso il percorso disegnato e le pièce degli artisti coinvolti, Paesaggi condivisi mette al centro tutto questo. E con la sapiente capacità di coniugare linguaggi del contemporaneo, sguardo internazionale e attenzione al locale, tecnologia e natura, ci sorprende: ci porta dove non andremmo, ribalta le prospettive, presenta punti di vista diversi e dà voce alla natura. Per Zona K lavorare a questo progetto è, come si suol dire, “un onere e un onore”. Onere per la dimensione e la delicatezza del lavoro di preparazione, una vera e propria sfida per un’organizzazione come la nostra (ma le sfide ci piacciono, lo confessiamo); onore per i contenuti e la portata del progetto, per la consolidata collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, per le nuove significative collaborazioni sia con i partner del progetto europeo Performing Landscape, che sta alla base di ciò che presenteremo insieme, sia con i partner territoriali con noi stanno lavorando attorno al Parco delle Groane.

Valentina Kastlunger e Valentina Picariello

Direzione artistica Zona K

 

Consolidando un dialogo sviluppatosi negli anni nel segno di feconde collaborazioni, la preziosa intesa che Zona K e il Piccolo Teatro di Milano hanno intrecciato in seno all’articolato processo creativo del progetto europeo Performing Landscape trova il suo compimento nella presentazione di Paesaggi condivisiSette pièce tra campi e foreste, con cui la peculiare e innovativa esperienza artistica, ideata e curata da Caroline Barneaud (Théâtre Vidy-Lausanne) e Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), è rimodellata per essere “allestita”, e vissuta, presso il Parco delle Groane di Milano. Grazie proprio a un vivace binomio produttivo che, a partire da un comune orizzonte internazionale di sperimentazione, ha potuto contare sull’impegno di un dinamico gruppo di lavoro locale, le tappe delle sette micro-drammaturgie messe a punto dagli artisti coinvolti (tra cui Chiara Bersani e Marco D’Agostin) disegnano la mappa di un cammino al di fuori delle canoniche sale teatrali, e ai confini della città, che invita a indugiare nel tempo lungo e dilatato dell’osservazione, dell’esplorazione e della scoperta. Un frammento di cielo, il limitare di un bosco, le folate di vento, il fruscio delle foglie, la consistenza materiale dei sentieri, l’imprevedibilità delle condizioni meteorologiche, le gradazioni del silenzio: al ritmo di queste piccole o grandi tracce che animano un itinerario retto dalla forza dell’arte, è possibile confrontarsi con la polisemia dell’idea di paesaggio e guardare, da inedite prospettive, a ciò che spesso è dato per scontato o visto come apparentemente insignificante. Se uno dei tratti distintivi della città contemporanea è la frammentazione, d’altra parte l’incontro tra natura, cultura e storia – così come il legame solidale e radicato tra individui e spazi all’aperto – affermano l’esigenza di immaginare una nuova maniera di conoscere e abitare il territorio che sia misura di un vivere i luoghi tramato di cura ed empatia, di appartenenza e meraviglia. Per il Piccolo Teatro, Paesaggi condivisi è un importante tassello di un più ampio e organico piano d’azione che coniuga la sensibile attenzione per il tema della sostenibilità con l’indagine sulle trasformazioni urbane dopo l’emergenza pandemica.

Claudio Longhi

Direttore Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa

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